Essere se stessi paga [tratto da una storia vera]

by matteo / 26 Febbraio 2020 /In Blog / No comments

Essere se stessi paga [tratto da una storia vera]

Circa un anno fa ho cambiato il modo di promuovere il mio lavoro, di raccontarlo e di far vedere cosa effettivamente mi rende diverso dagli altri freelance.
Sono passato dall’essere un “pinguino” in giacca e camicia, a un uomo barbuto che lavora in maglietta e camicia a quadri, che si trova molto meglio con se stesso mentre fa formazione e riesce a essere la mucca viola. In questo articolo ti racconto come è cambiata in meglio la mia vita lavorativa da un anno a questa parte.

Smettere e sparire da Google

Forse non lo sai ma il mio primo lavoro da libero professionista era nella fotografia. Facevo matrimoni, cresime, eventi, tutte quelle cose che fanno i fotografi. A volte da solo, altre volte in collaborazione con altri miei colleghi. Questo lavoro è durato finché mi sono laureato, poi ho scelto di cambiare per dedicarmi a un ambito più vicino al mio percorso di studi e occuparmi di progetti diversi e nuovi.
C’era però un problema: come potevo farmi trovare dalle persone per social e siti se, cercando il mio nome, mi trovavano solo come fotografo?

Un brand da uccidere

Molti dei miei primi clienti mi hanno conosciuto come Matteo di Red Coffee. Per togliermi da Google come fotografo ho chiuso i siti con cui mi promuovevo come fotografo, rimandandoli al nuovo sito (che ora non esiste più) redcoffee.it.
Ho utilizzato un blog, lo stesso su cui scrivo ora, per dare a Google qualcosa da indicizzare e farmi vedere dalle persone come un professionista del web e non un fotografo.
Dopo un annetto circa finalmente ero pronto.

La storia del mio rebranding

Per prima cosa ho fatto una pausa. E’ stato un lavoro molto più su me stesso e meno grafico. Ho fatto un percorso che si chiama personal branding che comporta tutta una serie di passi diversi. Davvero troppo lungo per riassumerlo in un articolo di un blog. In sostanza tutta la parte di immagine è arrivata molto dopo, dopo essermi fatto tante domande, di cui tre fondamentali:

  • Cosa mi rende diverso dagli altri e cosa mi ha effettivamente reso diverso?
  • C’è qualcosa che ho sbagliato o che ha reso debole la mia comunicazione?
  • Dove mi sono lasciato influenzare dagli altri?

La risposta a queste domande è stata:

  • Sicuramente il modo di fare e l’approccio con il mio lavoro.
  • Sono (ero) un pinguino. La camicia non fa per me e si vede ovunque
  • Sembro un’agenzia e invece sono un freelance (un po’ lo avevo messo in conto)

Per fare un riassunto: ho un modo di fare diverso (lo dicono anche le persone che frequentano i miei corsi o che mi fanno seguire un sito e mi sono basato sulle loro suggestioni per il lavoro che ti scrivo dopo), ma faccio fatica a raccontarlo perché la mia comunicazione non è efficace come vorrei e nelle foto si vede che sono a disagio. Top!

E quindi chi sono?

Semplice: sono un falegname. Faccio più cose, quindi offro più servizi diversi, il mio senso pratico guida anche il mio modo di lavorare e nei progetti che seguo uso strumenti diversi.
Detto così sembra una cosa molto rapida, in realtà c’è voluto un bel po’. Questo ovviamente ha portato via tempo, risorse, energie e idee. Non sempre prendersi una pausa e staccare, anche dai social, fa male.
Ne è valsa veramente la pena e tra poche righe ti spiego perché.

I cambiamenti portano cose buone

Una volta ragionato su chi sono l’obiettivo è stato farlo vedere alle persone. Da lì è iniziata la costruzione di un nuovo sito, ho abbandonato il nome Red Coffee per usare finalmente il mio e ho studiato una comunicazione che potesse rendermi unico in un mare di comunicatori.
Da qui sono passato ai colori, alle foto, al modo di farmi vedere diverso sulle mie pagine social e una linea definita su come promuovermi sui canali, realizzare le slide dei corsi ecc..
Il mio modo di vestirmi è cambiato: via la camicia scomoda e mettiamo su magliette e camicia a quadri. In pratica ho trovato la scusa per lavorare in maglietta e sono diventato il brand di me stesso.
A fine articolo ti racconto un piccolo aneddoto su come sia più riconoscibile.

Noti la differenza tra il pinguino e il falegname?

Basta scrivanie, mettiamo legno e boschi

Sono cambiate anche le mie immagini sui canali social, nelle presentazioni, sul sito, insomma un po’ ovunque. Dalle solite scrivanie sono passato ad alberi, paesaggi e venature del legno per gli speach, i convegni e i corsi.
Ora le mie lezioni sono diverse e più interessanti grazie alle mie immagini.
Alcune foto le ho fatte io, altre le ho prese su siti come unsplashvisualhunt

Dopo un anno

Posso solo essere contento. I miei canali social, che non voglio far crescere a caso ma cercando follower mirati, è aumentata tantissimo. Su Facebook sono passato da 400 a quasi 800 su Instragram da 200 a più di 700.
In pratica mantenendo quasi invariati i contenuti e il mio modo di parlare, il solo rendermi più riconoscibile ha dato una spinta fortissima a tutto il mio lavoro.
Mi capita spesso di ricevere telefonate o e-mail solo per la curiosità che ha suscitato il mio lavoro di rebranding.

Un piccolo aneddoto

A gennaio ho partecipato come docente a Bici Academy: evento organizzato da Confindustria e ANCMA rivolto ai negozianti di bici di tutta Italia. Molte delle persone che hanno partecipavano si ricordavano di me per “il video in mezzo agli alberi”, che trovi sotto, oppure per questa foto messa sulla mia pagina “con l’erba in casa”.

Mentre vagavo durante la pausa pranzo tantissime persone mi hanno fermato per fare considerazioni, domande, ricevere consigli. Mi è venuto spontaneo far notare a un ragazzo che molte persone mi avevano avvicinato e la sua risposta è stata:”Per forza! Tutti sono in camicia, con sta maglietta e la camicia a quadri ti si riconosce subito!”.
Questo breve dialogo mi ha fatto ritornare all’inizio del mio lavoro di rebranding, lo scopo era proprio quello. Sono proprio diventato la mucca viola, o meglio il falegname viola.

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