Volontariato e comunicazione

Tra le varie cose che faccio nella vita tra le migliori sicuramente c’è il volontariato. Da più di dodici anni passo parte del mio tempo libero in un gruppo di fotografia, sulle ambulanze Anpas di Piacenza, quelle delle Pubbliche Assistenze per intenderci, e ormai da sei mi occupo della comunicazione delle associazioni di cui faccio parte. Questa esperienza mi ha permesso di capire  cose importanti di cui voglio parlarti e che potrebbero essere utili anche a te.

Il problema etico

Il cartello affisso davanti a una bottega in centro a San Felice sul Panaro per ringraziare i volontari intervenuti durante il sisma in #Emilia

Una foto pubblicata da Matteo Zangrandi (@matteozangrandi) in data:

Spesso le associazioni si lamentano della mancanza di volontari, quando però si parla di fare promozione mi sento dire:”Si deve fare senza dire di aver fatto”.  Questo ragionamento ormai è troppo vecchio per essere ancora attuale e, perdonami se sono troppo schietto, senza senso. C’è una bella differenza tra dire “La nostra associazione aiuta i bambini” rispetto a “Oggi abbiamo aiutato Michele che è stato abbandonato dai genitori, altrimenti non lo faceva nessuno”. La buona comunicazione riesce a far passare messaggi positivi senza ledere la privacy, essere supponente o mettersi sul piedistallo. Il segreto per comunicare bene è seguire la mission della tua associazione e usare il buon senso.

Il mondo è cambiato: fate marketing

Se le persone non sanno chi siete e cosa fate come potranno sentirsi partecipi nella mission associativa? Non siamo più negli anni ’80: viviamo in un mondo pieno di distrazioi, in crisi di valori, com la burocrazia che ha reso tutto più difficile. Pochi busseranno alla porta di loro spontanea volontà. Conviene non affidare la comunicazione dell’associazione al primo che si offre volontario. Farlo male fa più danni che non fare niente. Ricordati che la reputazione non si basa più solo sull’operato dei volontari nella quotidianità ma anche nel modo di porsi online. Il volantino degli anni ’90 lasciatelo agli anni ’90 ed evita di postarlo su Facebook. Meglio cerca di realizzare una piccola redazione stampa interna.

I social non sono il diavolo

Il sabato pomeriggio sulla Carpaneto 7 col il @bugio71 e il “novello”.

Una foto pubblicata da Matteo Zangrandi (@matteozangrandi) in data:

Il mondo del volontariato è spesso reticente a utilizzare i social network. Sopratutto dai più anziani e da chi non li ha mai vissuti, vengono visti come un ambiente dai facili costumi, dove chiunque vi metta un passo si macchi di una colpa incancellabile. Sui social le persone condividono esperienze, dialogano, partecipano a discussioni e tanto altro. Fallo anche tu: utilizza questi canali per fare storytelling di quello che non si vede. Ti faccio un esempio: se dico ambulanza starai subito pensando a incidenti, sirena e volontari di corsa.  Sbagli. I volontari passano la maggiorpate del loro tempo con altri volontari, facendo corsi e vivendo esperienze positive di gruppo. Perché non farle vedere al mondo?

Promuovi l’esperienza attraverso i volontari

Selfie pre “Sosteniamo Amatrice”. I volontari con la divisa arancione di @anpaspiacenza hanno un cuore grande e stasera hanno il #cuorealcentro.

Una foto pubblicata da Matteo Zangrandi (@matteozangrandi) in data:

La domenica dei volontari inizia con due chiacchere tra il turno che ha fatto la notte e quello della mattina.

Una foto pubblicata da Anpas Piacenza (@anpaspiacenza) in data:


Il mondo in generale è cambiato quindi devono cambiare anche gli slogan e le azioni di convincimento. Se davvero siamo nel medioevo culturale e i valori non vengono più visti come positivi, perché continuare a dire “Fallo per gli altri”, oppure “Diventa uno di noi!”. Mettiti nei panni di chi riceve il messaggio e sii cinico: perché devo far qualcosa per qualcuno che neanche conosco? E che vantaggio porta vestirmi di arancione, rosa, lilla, blu, verde o altro colore? Perché facendo volontariato vivi esperienze bellissime che altrimenti non vivresti mai. E a dirlo saranno proprio i volontari attraverso il sito, se ne hai uno, o i social network, diventando testimonial forti come la casalinga che promuove il detersivo, il dentista che ti consiglia il dentifricio o l’amico che ti suggerisce un nuovo pub.

Dimmi come la pensi

Queste mie idee, spiegate in breve, da anni affrontano il parere positivo o negativo a seconda delle persone che incontro. Per questo vorrei avere il anche il tuo parare che potrai lasciare nei commenti, insieme a qualche domanda.

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