Parole, parole, parole. Perché avere un blog?

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photo: www.morguefile.com

Nella realizzazione di un sito, di solito si parte dalla progettazione di una struttura, quindi del menù. Si inizia a ragionare su quante pagine saranno necessarie, in quante e quali sezioni sarà diviso il sito. Non manca mai la sezione home, i contatti, la parte che spiega chi siete/cosa fate; ci sono altre pagine che però possono esserci o non esserci a seconda delle esigenze: una di queste è il blog.
Spesso, alla proposta di inserire uno spazio blog nel nuovo sito che si sta realizzando, il cliente mi guarda con faccia stupita e risponde con frasi del tipo “Ma io cosa dovrei scrivere? Non penso di aver niente da dire” oppure “Nella mia attività non c’è niente da comunicare”
>> A quest’ultima frase, normalmente la reazione nel cuore del comunicatore digitale è questa:

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Partiamo dalla base: ogni attività ha qualcosa da dire. Ma è anche vero che non a tutti è adatto avere un blog; perché? Le motivazioni principali sono due:

  • la stragrande maggioranza del vostro target non è interessata a investire dieci minuti del suo tempo per leggere post che approfondiscano determinati aspetti della vostra attività.
    [Per i veri fan del blogging, ci tengo a ribadirlo: sì, esistono persone che non hanno interesse a scoprire il dietro le quinte del vostro lavoro o a conoscere in maniera più specifica le caratteristiche dei vostri prodotti, anche se sono – o potrebbero essere – vostri clienti. È legittimo, quindi non indignatevi.]
  • Non avete il tempo e la costanza per gestirlo [e non potete delegare il compito a qualcuno]

Nel primo caso, dopo un’analisi del target ben fatta, la soluzione si risolve sul nascere: se il blog non è necessario, è inutile aggiungere una sezione al sito che non sarà sfruttata.
Nel secondo caso, invece, probabilmente il blog sarebbe utile, ma credete di non avere tempo per gestirlo. È innegabile che gestire un blog, produrre contenuti di qualità con continuità – elemento necessario per fidelizzare i lettori – richieda tempo ed energie. Approcciarsi a un blog pensando “Che bello, ho uno spazio per scrivere quando ho l’ispirazione” non funziona. O meglio, funziona per voi, ma non per il vostro business. Per avere un blog che funzioni, che sia realmente un valore aggiunto nella vostra comunicazione, serve costanza; per avere questa costanza è essenziale avere un calendario editoriale, ossia segnare su un calendario [cartaceo o su computer – sempre sia lodato Google Calendar!] quando fare uscire i vostri post e di quali argomenti parlerete all’interno di essi. Mettere un post oggi, uno tra un mese, un altro tre giorni dopo e per quello successivo far aspettare il lettore 60 giorni non funziona: il lettore non vi aspetterà e voi scriverete al vuoto cosmico.
Se non avete il tempo di gestire il blog, ma pensate che potrebbe essere davvero utile alla vostra azienda – grande o piccola che sia – potete affidarvi a un professionista che crei i vostri contenuti e curi il blog a vostro nome. In questo caso, il vostro impegno sarà minore: potrete definire che tono volete si usi nella vostra comunicazione, che dovrà poi rimanere coerente nei vari canali, e incontrare [anche via Skype, volendo] chi si occupa del vostro blog a scadenze determinate, scelte di comune accordo, per continuare la strategia di comunicazione. [Se pensate possa interessarvi un’opzione di questo tipo, contattatemi per maggiori informazioni!]

Ma allora, perché mi serve avere un blog?

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È un modo informale, ma non troppo, per avvicinare il cliente al vostro modus operandi. Qualunque cosa intendiate vendere, prodotti o servizi, c’è un dietro le quinte: ci sono i perché che vi hanno spinti a creare quella determinata offerta, c’è il processo creativo e progettuale, ci sono temi strettamente riguardanti il vostro ambito. Voglio farvi un esempio che si allontana un po’ dai soliti mestieri a cui viene più spontaneo legare un blog, come ad esempio per le crafter: parliamo di un falegname che realizza mobili su misura ma si occupa anche di piccoli aggiustamenti casalinghi. Una volta aperto un sito, cosa potrebbe raccontare in un’eventuale sezione blog? Innanzi tutto sarebbe affascinante per un lettore scoprire come da quelle che a un occhio non esperto sembrano solo assi di legno possa uscire un mobile fatto e finito; potrebbe approfondire le differenze tra un legno e l’altro, facendo capire a me – possibile cliente – perché mi converrebbe spendere un po’ di più per fare il mio comò di un certo materiale; potrebbe spiegare anche come realizzare alcuni piccoli lavori di bricolage: questo non gli porterebbe via il lavoro, al contrario offrirebbe un contenuto utile all’utente, che poi per cose di maggiore entità – o semplicemente per mancanza di tempo – sceglierebbe magari di rivolgersi proprio a lui.

In tutti i mestieri c’è della creatività, e tutti i professionisti hanno qualcosa da insegnare a chi non è dell’ambito, e possono farlo attraverso il blog. Un esempio molto riuscito è il blog della commercialista Carlotta Cabiati che rende interessante la sua materia, prettamente tecnica, anche a noi comuni mortali: lo fa con un linguaggio semplice ma al contempo professionale e chiaro. Naturalmente avremo bisogno di un commercialista e non potremo fare tutto da soli semplicemente perché avremo letto il suo blog, ma i contenuti condivisi magari ci faciliteranno la vita e ci permetteranno di capire di chi e cosa abbiamo bisogno.

In fine, non va dimenticato che gli articoli del blog sono un ottimo contenuto da condividere sui social: postare contenuti originali e con la nostra firma è un valore aggiunto per la nostra pagina facebook ed è uno dei tanti accorgimenti utili a una buona gestione della comunicazione su questo social di cui parleremo da lunedì 7 novembre a Spazio 2 nel corso di Facebook Marketing.

 

E tu, hai un blog? Se non lo hai, perché pensi di non averne bisogno?

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