“Memorie in graphic novel”

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Durante gli scorsi mesi ho avuto modo di lavorare a un progetto che mi ha particolarmente appassionato, nato dal lavoro di ragazzi iscritti al Liceo Artistico “Bruno Cassinari” di Piacenza: una raccolta di testimonianze sulla Liberazione espresse in forma di graphic novel.
Già lo scorso anno avevo collaborato con questo Liceo per la realizzazione della mostra “Memorie liberate”, frutto dell’attività svolta nel “Laboratorio di ricerca storica” dell’anno scolastico 2015-2016. Quella prima esperienza mi aveva molto toccato e sorpreso, in quanto i disegni realizzati dai ragazzi, frutto di un confronto faccia a faccia con chi la Resistenza l’ha vissuta sulla sua pelle, sapevano accompagnare le parole scritte senza risultare mai come una semplice scelta “di riempimento”: quelle immagini narravano la storia al pari del testo.
Il laboratorio è stato replicato anche durante quest’anno scolastico e sono stato richiamato per occuparmi dell’impaginazione dell’intero lavoro, intitolato “Memorie in graphic novel”.

Il lavoro della correzione delle bozze di memorie in graphic novel.

Il lavoro della correzione delle bozze di memorie in graphic novel.

Un’idea che potrebbe sembrare fuori dal comune, quella di raccontare la storia tramite i comics, ma in realtà il graphic novel è un genere maturo e complesso, che riesce ad essere un mezzo didattico per l’insegnamento della storia stessa, permettendo ai ragazzi di entrare in contatto in prima persona con il vissuto delle persone di cui erano chiamati a rappresentare la storia.

Il progetto ha coinvolto le classi seconde e quinte, e devo dire che anche i più giovani mi hanno sorpreso per la fantasia e la capacità di reinterpretare le testimonianze raccolte. Risulta evidente dalle tavole degli studenti quanto intervistare alcuni partigiani in prima persona li abbia portati ad entrare in empatia con loro, avendo così per i loro ricordi un riguardo d’eccezione nel momento in cui si sono trovati a rappresentarli.

grafica memorie graphic novel interno

Particolare di alcune illustrazioni

E io, a mia volta, quanto ho potuto imparare lavorando all’impaginazione di questo lavoro?
Si va ben oltre ai tecnicismi del mestiere. Il confronto con le insegnanti che hanno seguito il progetto è stato fondamentale, in quanto mio primo interesse era concretizzare le loro idee, realizzando un prodotto che fosse coerente con le loro aspettative e riuscisse a mantenere la storia come vera protagonista. Si è optato per una grafica molto pulita, lineare: le tavole degli studenti a piena pagina, anticipate da una sezione dedicata alle testimonianze dei partigiani, in cui testo e fotografie si integrano al fine di proporre al lettore un quadro completo ed equilibrato.
Ma, come dicevo, si va oltre alla questione prettamente grafica. Leggere queste storie, vederle reinterpretate nei graphic novel dei ragazzi mi ha posto di fronte alla Resistenza in un modo nuovo, fuori dai canoni a cui siamo abituati: non una raccolta di fatti uno dopo l’altro (comunque necessari per conoscere la storia), non una rappresentazione fedele dei racconti, bensì una vera e propria reinterpretazione che ha dato un valore aggiunto ad ogni vicenda narrata, il valore aggiunto della creatività.memorie in graphic novel
Ci sono argomenti di cui è sempre bene parlare, così come è ricordato nell’introduzione del volume, citando uno dei partigiani intervistati: “la Resistenza ci riguarda tutti”. Lavorare a progetti di questo tipo è un vero piacere, sicuramente da annoverare nella lista “le gioie dell’essere freelance”.

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