Gli altri lavori del mio passato

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photo: isorepublic.com

Ho 31 anni, inizia a essere un’età in cui viene spontaneo guardarsi indietro e riflettere sulla strada fatta. A dire la verità, inizialmente un po’ di panico viene quando ci si guarda indietro e si ricordano perfettamente gli ultimi vent’anni, diciamo, ma questo dà anche occasione di pensare a quanto tempo sia trascorso e a quante cose siano cambiate.

Mi sembra di fare questo lavoro da un’infinità di tempo – e per certi versi è così, volendo guardare – ma in realtà la mia Partita Iva è molto giovane e ne è passata di acqua sotto i ponti prima che scegliessi di intraprendere questa strada.
Ci sono stati periodi più o meno complessi, come nella vita di tutti, e ho fatto vari lavori più o meno legati a ciò che faccio ora come freelance. Ognuno, comunque, anche quello apparentemente più lontano dall’ambiente della comunicazione, mi ha insegnato qualcosa; voglio ricordare qui alcune di queste lezioni.

  • Ho lavorato in fabbrica per un po’ di anni, facendo le campagne dei pomodori. Qui a Piacenza è il grande classico dei lavori estivi, si fanno i turni e per qualche mese i ritmi si sfasano in base al lavoro. Come avrete capito, non mi occupavo della comunicazione online dell’azienda, né della promozione sui social (sono vecchio, ricordo i tempi in cui i social non esistevano!), ma facevo l’operaio. Ho lavorato svolgendo compiti diversi, su macchinari differenti: ho saputo adattarmi senza difficoltà e ho sempre avuto la curiosità di capire come funzionava tutto. Il mio interesse va all’intero processo, dall’inizio alla fine; vedo le cose legate l’una all’altra e voglio comprendere come si passi da A a B, senza tralasciare i passi intermedi. Questo approccio attento e preciso mi è servito in fabbrica per non fare cavolate e mantenere alta la concentrazione nell’utilizzo di macchinari che non andavano presi sotto gamba, ma non solo, è una parte fondamentale del mio modo di agire e lavorare ancora oggi. Sebbene l’ambito sia totalmente diverso, io sono sempre interessato al contesto, all’intero progetto: mi piace collaborare, la mia mente è elastica e si adatta a vari contesti e necessità.
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    photo: isorepublic.com

  • Sono stato docente in un Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici quando ero ai primi anni di Università, mi occupavo di un laboratorio di comunicazione e marketing territoriale, è stata la mia prima esperienza nell’insegnamento. Non so nemmeno elencare l’infinità di cose che ho imparato in quei mesi: il rapporto con gli allievi, il preparare le lezioni, l’impegno per renderle stimolanti, la serietà nelle scadenze, il confronto con i miei pari. Non è stata un’esperienza sempre semplice, avevo vent’anni e non sempre è stato automatico essere preso sul serio, ma ricordo quel lavoro con molto affetto perché è stato il primo passo nella formazione, che tuttora resta per me un pilastro del mio lavoro.
  • Ho fatto il fotografo per diversi anni. La mia passione per la fotografia è nata quando ancora facevo le superiori, ho iniziato a scattare con una Nikon a pellicola e non ho più smesso (come dico anche nella mia bio di instagram). Per diversi anni, oltre a progetti personali e ad aver dato vita insieme ad altri all’Associazione Gruppo Fotografico Reparto Agitati – Alta Sorveglianza con cui ogni anno organizziamo corsi e mostre, ho collaborato con un fotografo e successivamente realizzato servizi anche da solo. La fotografia di matrimonio mi ha insegnato molto sull’immagine ma anche sul rapporto con le persone, sul modo di porsi per evitare di mettere l’altro a disagio e sull’ascolto attento delle esigenze. Inutile dire che ancora oggi nel lavoro che svolgo la fotografia ha un ruolo importante, grazie alle esperienze passate posso essere sicuro nel proporre – se necessario – la realizzazione delle immagini per la vostra comunicazione.
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    Acune delle mie macchine fotografiche

  • Ho lavorato a una campagna elettorale regionale molto impegnativa e ho festeggiato alla vittoria del nostro candidato. Sono stati mesi che descrivere intensi è riduttivo!
    Prima di tutto è stato subito chiaro che il lavoro di squadra era fondamentale tanto quanto tenere i nervi saldi: erano all’ordine del giorni cambi programma e colpi di scena a cui bisognava rispondere in modo giusto in tempi brevi. Mi ha insegnato a lavorare senza orari (cosa non corretta, ma che ogni tanto capita di fare. Diciamo che è una cosa a cui i freelance sono abituati, anche se non bisognerebbe!), a essere flessibile e ad adattarmi a diversi ambienti e contesti. La campagna elettorale è stata certamente una svolta inaspettata nella consapevolezza delle mie potenzialità.

Ho sempre lavorato, anche mentre studiavo, e queste sono solo alcune delle esperienze che ho fatto. Ho perso tempo allungando i miei studi? Forse sì, ma spesso sono le circostanze a decidere per noi. Ne è valsa la pena? Certamente. Non sarei la persona che sono e non lavorerei in questo modo se non avessi percorso prima questa strada, fatta di molte curve e salite.

E voi, avete fatto esperienze lavorative apparentemente diverse dal vostro mestiere attuale che però vi hanno insegnato tanto?

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