Facebook introduce le emozioni. Usiamole per far crescere la nostra pagina

facebook emozioni

Dopo la prima fase di test, e di lancio solo in alcuni paesi, Facebook introduce le emozioni sul proprio social. Di cosa si tratta ormai è noto a tutti: avremo la possibilità di sostituire il semplice “mi piace” con tante altre reazioni.

Come funziona?

Al primo utilizzo il funzionamento non è così immediato. Siamo così abituati a cliccare su like e passare al prossimo post che non tutti si sono accorti della novità. Se siete connessi con un PC vi basterà andare con il cursore su “mi piace” e attendere che si carichino le nuove faccine, se invece avete in mano lo smartphone le vedrete apparire tenendo il dito sopra al pulsante like.

Ma in concreto, cosa cambia?

Questa è una bella domanda. La risposta è: dipende; da cosa? Te lo spiego subito:

Gli utenti avevano 3 strumenti per interagire:

Con i like: chi mette like all’immagine strappacuore del cucciolo abbandonato? Mostrereste ai vostri amici di aver messo mi piace all’ennesima deforestazione in Amazonia? Direi proprio di no. Senza iterazione però la vostra pagina non cresce.

Con la condivisione: sì e poi? Ho la bacheca intasata di cose che farebbero scatenare i commenti più accesi, magari in discussioni di poco conto tipo “lo gnocco fritto si fa solo con lo strutto”? Chi vi segue deve avere un’esperienza utile o positiva e quindi questa iterazione non è decisamente quello che fa per noi.

Con i commenti: commentare sperando di non finire nel vortice di notifiche dei commenti di risposta, costretti a leggere paginate di roba solo per aver scritto “per me ok”? Meglio evitare.

Con questa miglioria gli utenti possono esprimere in modo facile e veloce il loro stato d’animo sul post (molto più espressivo del semplice like). E’ da molto tempo che altri social hanno messo a disposizione strumenti simili, come i pollici su e giù di Youtube, ma per Facebook si tratta di una vera rivoluzione espressiva.

Se siete dei social media manager (o comunque gestite una pagina):

Ecco secondo me è proprio per noi la novità più interessante. L’ascolto della rete è fondamentale per migliorare il  rapporto con i clienti o i lettori (detti in slang “likers”) e aumentare la cerchia di persone che ci ascoltano.  Fino a poco fa i metodi erano ristretti a post del tipo “voi che ne pensate di questa cosa?” oppure a quelle cose odiose del tipo “Metti like se ti è piaciuto il mio corso o metti un commento se devo migliorare qualcosa”. Peggio ancora il questionario che fa perdere tempo e non tutti hanno voglia di compilare. Pochi strumenti rischiavano di portare a poche risposte, non mettendoci di fronte alle impressioni negative (quelle utili per migliorare).

Provate a pensare, organizzo un evento: meglio baffi finti o parrucca? Gli utenti ora hanno la possibilità di esprimersi in tanti modi e sono invogliati a farlo perché non sono coinvolti in un turbine senza fine di commenti, con troll e gente che ha voglia di litigare annesso.
“Vi sono piaciuti gli esercizi del corso oppure no?”, se il numero di “Love” è alto allora potete ritenervi soddisfatti, se invece i “Grr” sono in maggioranza potete iniziare a farvi delle domande, e magari porle anche ai vostri utenti, per migliorare con la loro partecipazione attiva. Nello stesso modo potete pesare i post condivisi sulla pagina. Like e “Love” devono superare, meglio se di buon numero, le altre esternazioni negative. In caso contrario vi faranno capire quali contenuti i vostri fan apprezzano e e quali invece evitare.

Se questo post vi è piaciuto e pensate sia utile, potete andare sulla pagina Facebook e farmi sapere se siete “Love” oppure “Grr”.

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