Come avviare una campagna di crowdfunding di successo

Come vi avevo già accennato sulla mia Pagina Facebook, recentemente ho avuto occasione di sostenere una giovane realtà nella realizzazione delle campagna di crowdfunding; è stata un’esperienza che mi ha insegnato molto perché come sempre, anche quando si pensa di essere preparati, l’esperienza ha sempre qualcosa da insegnarci.

La storia

Claudia, la mia ragazza, fa la musicologa. Sì, è un lavoro vero.
In pratica, se chiedete a lei, vi dirà che ha studiato tanto per imparare ad ascoltare bene la musica.
Ora mette in pratica questa capacità e si impegna in diverse cose.
Tra le sue attività si occupa di un ensemble, il collettivo_21, che sta organizzando un festival di musica contemporanea che si terrà in primavera a Piacenza.
Hanno vinto un bando comunale, ma non hanno avuto tutti i fondi che avevano richiesto; non volendo rinunciare all’idea iniziale hanno pensato di raccogliere i soldi in altro modo.

Ieri e oggi

Piacenza, anno 2000

I ragazzi del collettivo_21 decidono di cercare altri fondi, quindi iniziano a scrivere delle lettere (sì, lettere. Di carta) da presentare alle ditte o alle realtà che eventualmente vorrebbero sponsorizzare il festival “incó_ntemporanea”. Si va poi da ognuna di queste aziende, prendendo appuntamento probabilmente con l’ultima ruota del carro, se non si conosce nessuno, e in tempi record si cercano le parole migliori per presentarsi.
È chiaro che non è semplice e soprattutto che è difficilissimo riuscire ad arrivare allo scopo.

Piacenza, anno 2017

Seduti attorno allo stesso tavolo, i ragazzi del collettivo_21 oggi hanno scelto di muoversi in un altro modo rispetto a come si sarebbero mossi se avessero avuto l’idea del festival solo qualche anno fa.
Non solo di rivolgersi ad aziende o realtà cittadine che potrebbero diventare sponsor, ma di parlare alla gente, in generale, con il crowdfunding.

Perché?

La cosa bella di molte campagne crowdfunding (ben riuscite, specialmente) è che nascono da organizzatori che credono fortemente nella loro idea, tanto da mettersi in gioco pubblicamente in prima persona per proporla, promuoverla, condividerla.
Perché qualcuno dovrebbe interessarsi alla tua idea? Oltre per la validità della stessa, proprio per la passione sulla quale si fonda. Quindi la motivazione davvero forte per attuare una campagna di crowdfunding  è la fiducia nelle potenzialità del proprio progetto. Inoltre devi pensare che chi la sostiene deve averne un ritorno, un vantaggio, un’esperienza bella che potrebbe vivere. Il semplice dire “la mia idea è figa” non basta.
Ma andiamo con ordine.

Come funziona?

In parole povere, il crowdfunding è una colletta online.
Ci sono varie piattaforme che permettono di aprire questa colletta: ne esistono di internazionali ma anche di italiane, hanno diverse funzionalità, sono strutturate in maniera analoga ma hanno alcune differenze di fondo. Tra le più famose ci sono Kickstarter, Indigogo, Eppela.
Insiema al collettivo_21 abbiamo scelto Produzioni dal Basso, ma ce ne sono davvero molte, tra cui alcune estremamente settoriali.
Per approfondire la questione – e il crowdfunding in generale – ti suggerisco l’ebook “Il crowdfunding è roba da eroi” di Giulia Frangione,  pubblicato da Zandegù.

Come si sceglie la piattaforma?

Vista la quantità di siti su cui si possono avviare campagne di raccolta fondi a volte è difficile capire quale sia la migliore. Questa scelta influenzerà tutto l’andamento del tuo percorso. In generale le regole più importanti sono queste:

Il pubblico: se esiste una piattaforma specifica sulla quale sei sicuro di trovare tutto il pubblico interessato al tuo progetto allora devi puntare su quella. Ne esistono di generaliste, così come alcune specifiche (ad esempio per pubblicare il vostro primo cd o per creare un prodotto tecnologico). Per il collettivo_21 la scelta è caduta su Produzioni dal Basso perché permette di promuovere festival ed eventi in una sezione dedicata e il sito è completamente in lingua italiana. Abbiamo scartato quelle americane, più famose e in alcuni casi specifiche, in favore delle persone.

Possibilità di pagamento:
molte piattaforme permettono il pagamento solo con carta di credito. In Italia c’è ancora una certa soggezione a riguardo, legata alla paura di essere truffati. Con PdB il collettivo_21 ha potuto raccogliere buona parte dei fondi anche attraverso bonifici bancari. Soldi che con buona probabilità non sarebbero mai arrivati se avessimo escluso questo tipo di pagamento.

Sii sinceri e dai ricompense

Qualsiasi piattaforma scegli, devi presentare al meglio il tuo progetto, in maniera chiara e coinvolgente e dire quanti soldi vuoi raccogliere e perché. Sta a te decidere una cifra a cui puntare, non è una questione banale.
Devi essere sincero e coinciso.
È possibile chiedere di contribuire alla campagna con una semplice donazione, oppure con un finanziamento che prevede una ricompensa per chi sceglie di investire i suoi soldi sul tuo progetto.
Le ricompense sono un buon modo per dire grazie a chi ti ha aiutato, proprio per questo sono diverse a seconda della cifra che uno dona. Pensa le ricompense in modo da legarle al tuo progetto, per far sì che gli utenti si sentano coinvolti e che ricordino la tua iniziativa tramite quello che hanno ricevuto, anche tra un po’ di tempo.
A seconda della tipologia di piattaforma e di raccolta scelta, avrai l’opportunità o meno di raccogliere ciò che sei riuscito a guadagnarti anche se non sei arrivato alla cifra a cui puntavi.

La comunicazione di una campagna di crowdfunding

collettivo_21-piacenza

foto: collettivo_21

Come puoi immaginare, la comunicazione ha un ruolo chiave per la buona riuscita di una campagna. Puoi avere il progetto più bello del mondo, chiedere una cifra non eccessiva, e crederci tanto, ma se non avrai una comunicazione ben strutturata la tua campagna fallirà, semplicemente perché nessuno ne verrà a conoscenza.
Cercherò di riassumerti qui le questioni relative alla comunicazione alle quali prestare particolarmente attenzione se stai pensando di avviare una campagna di crowdfunding.

 

  • La presentazione del progetto

Ogni piattaforma ha alcuni campi da compilare obbligatoriamente, come il titolo del progetto e la descrizione.
Pensa bene al titolo, che non sia eccessivamente lungo né eccessivamente difficile da leggere.
Per quanto riguarda la descrizione, oltre che uno spazio per un testo è prevista in ogni piattaforma la possibilità di caricare un’immagine di copertina o un video di presentazione.
Oggi come oggi, il video è la scelta migliore. Parleremo in un altro post delle potenzialità della comunicazione video sui social e nell’informazione [io ne sono convinto da sempre e i dati sono dalla mia parte; proprio per questo di recente ho avviato una video rubrica sulla comunicazione su PiacenzaSera.it], per ora mi limito a farti una domanda diretta: preferite una presentazione scritta o un breve video di un minuto?
Intendiamoci, la parte testuale è essenziale e per questa valgono le regole d’oro della scrittura per il web: brevi ma non superficiali, coincisi ma non eccessivamente schematici, coinvolgenti ma non verbosi. Il progetto del collettivo_21 è spiegato per punti (hai notato che i titoli hanno lo stesso colore del logo del festival?) in modo da facilitare la lettura e far capire lo scopo e la base di partenza.
Per quanto riguarda il video, il consiglio fondamentale è far vedere chi sei e spiegare chiaramente da dove parti e cosa vuoi fare con i soldi che stai cercando di raccogliere.
Con il collettivo_21 abbiamo realizzato il video spostandoci tra le location che ospiteranno il festival e raccontando, con la voce di alcuni membri dell’ensemble, il progetto.

 

  • Non basta condividere la campagna sulla piattaforma

Sembrerà banale, ma non è sufficiente condividere la campagna sulla piattaforma di crowdfunding. Bisogna informare il proprio bacino d’utenza del progetto in atto, e per farlo servono i social.
Un buon calendario editoriale sarà essenziale per impostare al meglio la comunicazione, postando contenuti validi al fine di invogliare gli utenti a cliccare sulla tua campagna e a dire “perché no?”.
Facebook, quindi, regna sovrano. Ma non solo: Instagram è un ottimo canale per raccontare tramite le immagini ad esempio il dietro le quinte del progetto: cosa succede offline, come lavorano gli organizzatori, a che punto sono e come si sentono.

 

  • Non solo social

I social non bastano, bisogna programmare una comunicazione efficace e coordinata che guardi online ma anche offline.
Pensa al tuo target e agisci di conseguenza: il collettivo_21 non si è accontentato di usare Facebook e Instagram (quest’ultimo appena aperto), ma abbiamo strutturato una speciale sezione sul sito internet dedicata a incó_ntemporanea, con una sezione blog in cui poter fare uno storytelling più completo e coinvolgente. Inoltre, è da poco partita la prima newsletter, che raggiungerà i contatti non presenti sui social.

  • Attiva la tua base “reale”

In un progetto territoriale e locale come quello del collettivo_21, che si svolge a Piacenza e si rivolge a un pubblico specifico, devi attivare la tua base sociale, la tua rete di persone. Detto in parole povere fai passaparola con amici e conoscenti. Inizieranno a donare e smuoveranno il contatore degli euro donati, saranno la tua base di fiducia verso che non ti conosce ma è interessato allo scopo del progetto. Facci caso: alle fiere le bancarelle senza nessun visitatore rimangono vuote, quelle con le persone vicino si riempiono sempre di più, le foto con più like vengono visualizzate, ecc…

  • Storytelling

Parola certamente abusata, ma qui è il succo della questione. La gente vuole essere coinvolta nel progetto, capire come e perché lo fai e soprattutto cosa provi nel farlo. Racconta speranze, programmi, passi avanti e, perché no, anche dubbi (sempre con cognizione di causa), dialoga con le persone.

riunione-ensemble

foto: collettivo_21 in riunione durante la progettazione del festival

Bilancia bene la presenza online e non esagerare con lo spam, altrimenti il tuo apporto sarà più simile a quello di un venditore porta a porta piuttosto che a quello di un amico che sta cercando di fare qualcosa di entusiasmante.

Avviare e soprattutto sostenere e portare a termine con successo una campagna di crowdfunding non è un lavoro leggero o banale, richiede tempo, competenze e molta organizzazione e programmazione.
Se sei da solo ad affrontare questo percorso e non hai competenze comunicative e grafiche ti consiglio davvero di affidarti a qualcuno che lo faccia di mestiere, che saprà aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo.
Si tratta di un investimento in denaro, è vero, ma che ti permetterà di riuscire a raccogliere la cifra sperata per realizzare il progetto a cui tieni tanto.

Se hai un dubbio che vuoi condividere o hai bisogno di qualsiasi informazione in merito ai servizi che potrei offrirti in quest’ambito e per un preventivo personalizzato, senza alcun vincolo, contattami o scrivi nei commenti.

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