Cosa sbagli nella tua comunicazione su Facebook

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L’anno è iniziato da poco, diciamo pure che questo che ci aspetta è il primo weekend dopo il traumatico rientro di lunedì. Quanto lo aspettavate?!
Visto che il 2017 è appena cominciato, è l’occasione giusta per partire con il piede giusto e iniziare a rivedere la vostra comunicazione online. C’è tutto un mondo da tenere d’occhio, bisognerebbe capire se la vostra comunicazione è strutturata in maniera organica, risponde alle domande giuste, ha un buon equilibrio tra sito e social e tanto altro, ma di questo non si può parlare in un post (se hai dubbi di un certo spessore puoi contattarmi per una consulenza), quindi partiamo da Facebook allora e dagli errori più comuni che si vedono in giro. Già da oggi potrete aprire la vostra pagina e scorrere i post degli ultimi mesi e verificare se avete fatto qualche passo falso, per poi correggere il tiro.

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Facebook non è volantino promozionale. Se lo usate come se lo fosse, non stupitevi che non funzioni.
Alle persone non piace visitare una pagina piena di “compra questo”, “offerta speciale!”, “3×2”, né tanto meno vuole sfogliare un catalogo sotto forma di post.
So che dovete vendere e che la pagina Facebook deve aiutarvi a farlo, ma non è continuando a proporsi in questo modo che funzionerà; per fare un paragone, posso dirvi che continuare a pubblicare pubblicità sarebbe come attaccarsi al telefono e continuare a chiamare il cliente per offrigli i vostri prodotti. Nessuno di voi lo farebbe mai, e sono certo che siate i primi a non sopportare le telefonate commerciali all’ora di cena. Allora perché comportarsi così online?
Promuovete la qualità dei vostri prodotti, fatevi aiutare dai vostri clienti con delle recensioni, raccontate l’esperienza che offre il vostro prodotto e il lavoro che c’è dietro.

Autoreferenzialità

Si lega a doppio filo con la questione precedente.
Siamo al pub, c’è una tavolata di amici e una persona è nuova.
Ci si presenta con le solite cose, come ti chiami? Che lavoro fai?
Ah, fa un lavoro interessante. Ok, ne parla un attimo.
Continua a parlarne.
Ancora.
Sempre di sé stesso. Io qua, io là.
Ecco, il suo lavoro sarà anche interessante ma non è che proprio stia salvando il mondo. Che motivo c’è per darsi tutte queste arie o per autocompatirsi in questo modo?

Su Facebook è la stessa cosa. Raccontatevi, ma non esagerate con “io, io, io”, alla gente non piace. Le persone vogliono condividere qualcosa di utile, vogliono sapere di voi ma più che altro si ricorderanno della vostra esistenza se gli offrirete contenuti utili, qualcosa che possa servirgli o che sappia coinvolgerli. Siamo persone anche su Facebook proprio come nella vita di ogni giorno, non si tratta di un mondo virtuale come si dice, quindi comportatevi da persone per bene (cioè non stressate il prossimo).

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Comunicazione istituzionale? No, grazie

Parlando con i miei clienti, in percorsi più o meno lunghi e complessi, ho assistito a un malinteso spesso presente nelle loro idee: il sito è per le questioni istituzionali, Facebook invece no, e se voglio fare una comunicazione istituzionale su Facebook devo fare il modo che si capisca che lo sia, quindi la firmo.
Ora, ditemi, cosa sono le questioni istituzionali nella vostra attività? Che voi siate un panettiere, un commercialista, o abbiate un’associazione o qualunque altro lavoro voi facciate, smettetela di fare questa distinzione, perché vi state mettendo i bastoni tra le ruote da soli.
Con la vostra comunicazione dovete avere un solo tono di voce, una sola personalità; sul sito e su Facebook dovete comunicare chi siete e non mettere delle maschere a seconda del mezzo che usate. Siate autentici, adattate il vostro linguaggio al mezzo solo per essere efficaci, non per distinguere il sito web dai social network perché sono proprio i social a dare visibilità al vostro sito, quindi fate il modo di essere coerenti nel modo di porvi.

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La grammatica

Scrivete bene, in italiano corretto, con la punteggiatura dove serve, le maiuscole al posto giusto, gli a capo ben calibrati.
Usate i puntini di sospensione con parsimonia: al loro posto avete tutta una vasta gamma di virgole, trattini, punto e virgola e volendo anche parentesi da utilizzare. Bastano un punto esclamativo o interrogativo alla volta.
Scrivere in stampatello online significa usare un tono di voce alto, urlare. Non urlate, non ce n’è bisogno.
Anche sui social il buon italiano non passa mai di moda.

Pronti a rivedere la vostra pagina per ripartire con il piede giusto? Se avete dubbi di altro tipo, scrivetemi nei commenti o contattatemi!

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